n. 19

anno V - luglio-settembre 2004 - pp. 160 - € 7.50

• Direttore: Roberto De Caro
• Redazione:
Gaspare De Caro, Michelangelo Gabbrielli, Antonello Lombardi, Elio Matassi, Elisabetta Pistolozzi, Andrea Schiavina, Valeria Tarsetti
• Hanno collaborato a questo numero:
Ennio Abate, Fabio Acca, Felice Accame, Marco Angius, Alberto Beneventi, Pier Augusto Breccia, Centro Studi Mozartiano, Giorgio Ciommei, Bruno Conte, Valerio Cordiner, Luca Cori, Danilo Faravelli, Paolo Ferrari, Gian Andrea Franchi, Nevio Gàmbula, Andrea Garbuglia, Vladimiro Giacché, Gianluca Giachery, Roberto Giammanco, Ran HaCohen, Hans-Josef Irmen, Leporello, Mario Lunetta, Milena Massalongo, Anna Maria Mazzoni, Massimo Melloni, Kurt Meyer, Willer Montefusco, Michela Niccolai, Marilena Pasquali, Eugenio Riccòmini, Pierfranco Vitale, Maurizio Zanolli
In copertina: Sandro Luporini, Interno-esterno n. 2 (2003)




Dibattiti
• Prologo in cielo, missioni di guerra e di razza, genocidi occulti e palesi, immaginari della democrazia per il dominio del mondo di Roberto Giammanco

Pagina senza nome

Controlliamo il 50% della ricchezza mondiale e rappresentiamo il 6-7% della popolazione del globo [...] Per questo, nel prossimo futuro il nostro compito sarà quello di creare una rete di rapporti che ci permetta di mantenere questa disparità [...] Dobbiamo perciò evitare qualsiasi sentimentalismo [...] e smetterla di pensare ai diritti umani, alla democratizzazione e al miglioramento del tenore di vita [di tutto il resto del mondo, naturalmente R.G.].

Così parlava, scriveva e insegnava George Kennan, uno dei massimi strateghi della guerra fredda, onorato ed esaltato come un grande democratico.
Correva l’anno 1948, proprio quando fu approvato dall’ONU, all’unanimità, uno dei più generosi e puntualmente disattesi, anche se sempre verbalmente onorati, impegni internazionali, la Dichiarazione dei diritti umani.
Giova ricordare quelle solenni parole che tante speranze accesero in un mondo sconvolto dagli orrori della seconda guerra mondiale:

Tutti hanno diritto al lavoro, a giuste e favorevoli condizioni, alla tutela della loro persona e della famiglia, a un’esistenza degna della dignità umana [...] tutti hanno diritto ad un tenore adeguato per quanto riguarda la salute, il benessere personale e della famiglia, compreso il cibo, il vestiario, la casa e l’assistenza medica.

Quel diktat ideologico di George Kennan si nutriva dell’euforia della vittoria nella Seconda guerra mondiale e del mito della «minaccia comunista» (eppure in quegli anni, il PIL dell’URSS era inferiore a quello degli Stati Uniti di almeno quattro volte), ma non era niente di nuovo.

La secca dichiarazione di Gorge Kennan era la negazione di quella Dichiarazione dei diritti umani che gli stati Uniti avevano firmato e che, per decenni, sbandiereranno senza tregua per demonizzare quelli che definiranno «nemici», grandi e piccoli, e per coprire sotto il manto umanitario gli interventi militari a sostegno del proprio dominio economico...


Vai al Sommario





© Copyright 2000-2018 Ut Orpheus Edizioni S.r.l. - Piazza di Porta Ravegnana 1 - 40126 Bologna (Italy)
R.E.A. Bologna n. 387145 - Cap. Sociale Eur 10.200,00 - R.I. Bologna - C.F./P. Iva 04320550371