n. 19

anno V - luglio-settembre 2004 - pp. 160 - € 7.50

• Direttore: Roberto De Caro
• Redazione:
Gaspare De Caro, Michelangelo Gabbrielli, Antonello Lombardi, Elio Matassi, Elisabetta Pistolozzi, Andrea Schiavina, Valeria Tarsetti
• Hanno collaborato a questo numero:
Ennio Abate, Fabio Acca, Felice Accame, Marco Angius, Alberto Beneventi, Pier Augusto Breccia, Centro Studi Mozartiano, Giorgio Ciommei, Bruno Conte, Valerio Cordiner, Luca Cori, Danilo Faravelli, Paolo Ferrari, Gian Andrea Franchi, Nevio Gàmbula, Andrea Garbuglia, Vladimiro Giacché, Gianluca Giachery, Roberto Giammanco, Ran HaCohen, Hans-Josef Irmen, Leporello, Mario Lunetta, Milena Massalongo, Anna Maria Mazzoni, Massimo Melloni, Kurt Meyer, Willer Montefusco, Michela Niccolai, Marilena Pasquali, Eugenio Riccòmini, Pierfranco Vitale, Maurizio Zanolli
In copertina: Sandro Luporini, Interno-esterno n. 2 (2003)




Storia
• Nota sull’unione della Bretagna alla Francia: la testimonianza di Bertrand d’Argentré di Valerio Cordiner

Pagina senza nome

Già a partire dal XIV secolo, ma soprattutto con la conclusione delle sanguinose guerre dei Cent’anni, la monarchia parigina intraprese un processo espansivo, finalizzato ad unificare politicamente, economicamente e culturalmente l’intero territorio francese. L’esistenza del Ducato di Bretagna, indipendente, sovrano ed alloglotto, costituiva un ostacolo formidabile alle ambizioni della Corona, in considerazione altresì dei rapporti privilegiati che esso intratteneva con la rivale Monarchia inglese. Con l’ascesa al trono di Carlo VIII, la pressione dell’esercito e della diplomazia francesi si intensificò sensibilmente. La morte prematura del duca Francesco II, l’assenza di eredi maschi, la giovane età della duchessa Anna e soprattutto il tiepido patriottismo dell’alta nobiltà bretone, fecero precipitare la situazione, costringendo la pulcella quattordicenne (già sposata per procura con Massimiliano d’Asburgo) a consentire, nel 1491, alle nozze con Carlo VIII. Questo primo atto di sottomissione ai potenti vicini fu confermato dal matrimonio della medesima (nel frattempo vedova tutt’altro che inconsolabile) con il nuovo re di Francia Luigi XII (che all’uopo ottenne dalla Sacra Rota l’annullamento del precendente vincolo con l’infelice Jeanne de Valois, deforme dalla nascita e futura santa) e da quello di Claudia di Bretagna, loro primogenita, con Francesco I. L’annessione del Ducato alla Corona di Francia fu infine sancita, nel 1532, dal voto favorevole degli Stati di Bretagna.

La conquista della Bretagna, coronamento della politica accentratrice della Monarchia francese, implicò non poche difficoltà, considerata la palese discrepanza socio-economica che divideva il Ducato dal resto della Nazione. Inoltre, seppur domato dalle armi, il suo popolo arretrato, ma fiero delle tradizioni millenarie, non rinunciò mai alle legittime rivendicazioni indipendentiste. Numerosi episodi insurrezionalistici — dai moti della Ligue a quelli del Papier timbré e, più in là, alla Chouannerie — si successero sino ai giorni d’oggi, prima con l’appoggio della milizia nazionalista di Vreiz Atao all’occupante nazista e, poi, negli anni ’70, con le manifestazioni popolari e gli attentati dimostrativi del Fronte di Liberazione...


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